Avrete visto l’immagine in titolo decine di volte e magari vi siete fatti pure qualche risata, ma vediamo di contestualizzarla e forse dopo non vi sembrerà più tanto strana.

La cosiddetta soffiata della mucca.

Pratica probabilmente più diffusa in passato, ma è ancora praticata da alcune tribù. Due delle quali, ho letto, vivono in Etiopia e in Sudan; si tratta di soffiare aria nell’ano o nella vagina della mucca mentre si massaggia la mammella. Ciò dovrebbe far sì che la mucca dia più latte.

Il motivo per cui funziona è che quando l’aria esce dal corpo della mucca, lei riceve uno stimolo simile a quello di quando partorisce un vitello e ciò stimolerebbe la produzione del latte. In effetti ha una logica, pensiamo invece, per un attimo a quanto e come noi “progrediti” facciamo soffrire le mucche perché diano il latte.

Mungitura automatica

Inizialmente ho pensato al lato comico della cosa e che fosse divertente-bizzarro, ma poi dopo aver fatto qualche ricerca ho capito che la popolazione, in quei luoghi, vive una stretta intimità con il loro bestiame. Le mucche rappresentano una parte determinante della loro vita e valgono tanto denaro quanto pesano; sono utilizzate, infatti, come valuta per le loro transazioni.

Non le macellano per nutrirsene
Spesso bevono il latte direttamente dalle loro mammelle

E si lavano con la loro urina ed è tutto comprensibile se si riflette sul fatto che in quei territori spesso si deve camminare per molti chilometri, prima di trovare dei pozzi d’acqua

Come dicevo, non le macellano, ma di tanto in tanto, ne bevono il sangue (necessario per la nutrizione e per sopperire alla mancanza di ferro), “mungendone” la carotide.

Una pratica che, ancora oggi, è praticata nell’Italia settentrionale con altri animali – Magari il sangue non viene bevuto, ma certamente molti di voi avranno sentito parlare del “sanguinaccio”, giusto?

Questi popoli amano e vivono in simbiosi con le loro mucche ed è per questo che “soffiarvi” nell’ano non è niente di strano per loro.

Fonti:

Credit Photo: Mario Gerth

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