Arriva con le navi metaniere, liquefatto, e va “rigassificato”. Negli impianti di rigassificazione che non ci sono (come le navi per trasportarlo, d’altronde).

E allora cosa si fa? Si nomina un commissario straordinario ad hoc! Eh, si capisce.

Alla fine del 2018, la flotta mondiale era di circa 550 navi.

Oggi, la maggior parte delle navi GPL d’alto mare hanno capacità tipiche comprese tra 20.000 e 90.000 metri cubi e lunghezze fuori tutto comprese tra 140 ma 229 m.

  • In soldoni si va dai 12 a 54 milioni di metri cubi di metano per singolo carico.

Questo per quello che riguarda le navi normali, cioè in grado di transitare nel canale di Suez.
Poi ci sono le “supermetaniere” Q-Flex e Q-Max.

  • Una Q-Flex trasporta circa 200.000 metri cubi liquefatti (pari a 126 milioni di metri cubi di gas).
  • Una Q-Max trasporta invece 266.000 metri cubi (pari a 160 milioni di metri cubi di gas), ma può rifornirsi solo negli emirati arabi, date le dimensioni.

Quindi per soddisfare un fabbisogno di di 40 miliardi di metri cubi l’anno (quelli che compriamo dalla Russia) ci vogliono 250 viaggi di Q-max (oppure 32.000 di Q-Flex) ogni anno.

Per ora ce ne sono in giro una cinquantina…

Oltretutto il metano liquido va rigassificato, e questo significherebbe che dovrebbero essere svuotate del carico 7 od 8 navi al giorno…

Ma una nave sulla rotta che avete visto ci mette tre settimane ad arrivare (piena) e altrettante a tornare indietro (vuota). Ovviamente il viaggio si paga in entrambi i casi.

Ma soprattutto una nave metaniera, sulla rotta che avete visto sul mappamondo, può effettuare più o meno una decina di viaggi all’anno.

Quindi una Q-Max in rotta atlantica può trasportare solo 1,6 miliardi di metri cubi in un anno.

Per cui tenendo conto che 5 miliardi li recuperiamo dalla Tunisia e simili, 2 dai risparmi (?) ne mancano ancora 30–33 nella migliore delle ipotesi.

Abbiamo quindi bisogno di 20 navi che lavorino solo per noi…

Ma ci sono anche gli altri europei nelle stesse condizioni

Per cui, visto che ci sono poche navi e tante richieste… i prezzi del trasporto non possono che aumentare (per non parlare di quelli di rigassificazione).

Concludendo…

Ottimo, dunque. Entro un paio d’anni avremo la tanto sospirata indipendenza energetica.

Potremo comprare il metano ovunque (a condizione di poterlo trasportare).
Così passiamo dalla dipendenza assoluta dai fornitori a quella duplice dei fornitori e anche dei trasportatori.
E in caso di guerra ad affondare o comunque bloccare le rotte di un centinaio di metaniere non ci vuole niente.
Ma tranquilli: la ragione è dalla nostra parte.

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