da Quora

Mettiamo che io decida di aprire una tavola calda (in tal caso in primis sceglierei collaboratori che collaborino al progetto…). Potrei scrivere su una pagina di pubblicità che vendo “pollo fritto”, oppure “pollo croccante”. Quale delle due attrarrebbe più clienti, pur essendo entrambe corrette? Beh, come dimostrato anche da un indagine USA proprio in merito al cibo in questione la parola “fritto” dà una connotazione poco salutare al prodotto, mentre “croccante” ne dà un aspetto appetitoso: non bisogna, in questo caso, sottolineare la modalità di preparazione bensì il gusto del prodotto. Che c’entrano i polli con quanto vado a scrivere? Molto. Tradotto :la stessa notizia può essere data in modo formalmente corretta ma allo stesso tempo presentata in un ottica positiva o negativa. Questo è il “framing“. Inutile dire che è una tecnica importata dal cosiddetto “marketing”.

Se eseguite correttamente, queste tecniche sarebbero in grado di persuadere il pubblico della validità delle notizie date a prescindere dalla notizia in sé. Dal manuale operativo del buon dipendente televisivo si apprende che il framing è quella tecnica che permette “l’ancoraggio di una determinata espressione linguistica a un valore morale” in modo tale da trasformare il termine in una dichiarazione di principio e blindarlo contro ogni attacco logico.

Tutti i regimi hanno fatto e fanno ricorso a forme di framing per introdurre norme o comportamenti che altrimenti avrebbero incontrato la resistenza dei cittadini.

I nazisti ancorarono il concetto di razza ariana a valori positivi come Heldentum (eroismo), coraggio, cameratismo, Rittergesellschaft (società dei cavalieri) Per contro la razza giudaica era ancorata a dis-valori come la vigliaccheria, l’attaccamento al denaro, l’assenza di ideali, il tradimento, l’intrigo e le malattie infettive. Tutti volevano far parte della prima, nessuno della seconda.

Il framing viene applicato in dosi massicce dai media occidentali sulla questione ucraina allo scopo di bloccare sul nascere qualsiasi pensiero a sostegno di una soluzione diplomatica del conflitto. L’opzione negoziale viene sabotata dai media con le tecniche di censura improntata sulla cancel culture, vale a dire creando il tabù “pro negoziato = pro Putin” e rimuovendo in questo modo l’intera catena di pensiero critico che renderebbe possibile tale opzione. Nel caso ci fossero dei dubbi, questo è l’abc dei regimi autoritari e noi ci siamo dentro fino al collo.

Grazie alla tecnica di framing il termine vaccino, che di per sé indica semplicemente un preparato biologico che ha lo scopo di procurare un’immunità acquisita contro un particolare tipo di infezione, è stato fissato dai media di regime a valori morali ben definiti come altruismo, progresso scientifico, salvare vite, trovarsi dalla parte giusta della storia.

Di conseguenza chiunque si sia posto e si ponga ancora criticamente nei confronti del vaccino anti-Covid, minaccia, o addirittura nega, i valori ancorati ad esso e nessuna punizione sarà mai abbastanza severa per lui. I critici del vaccino sono stati compressi dai media nella categoria subumana dei no-vax e contro di essa continua ad essere lecito dire le cose peggiori senza incorrere nella disapprovazione sociale. Contro il cittadino che si è lasciato framizzare il cervello la ragione non può nulla. Sarebbe come cercare di convincere un cane a mollare l’osso usando la logica aristotelica. E questo è un grosso problema. Anche la migliore argomentazione supportata da dati, fatti e ragionamenti non riuscirà a scalfire il framing. Argomenti logici che dimostrino che l’argomento fissato dal potere mediatico sia irrazionale, ascientifico, antidemocratico o semplicemente sbagliato rimbalzano sullo scudo morale del framizzato che è convinto di sostenere una posizione etica, pur avendo un idea molto confusa di cosa sia l’etica.

La convinzione di appartenere a una classe di cittadini che persegue un valore morale superiore è la condizione necessaria per l’adesione a ogni tipo di regime. Questo tipo di persone saranno portate a credere che sia normale che una parte della popolazione, quella virtuosa che persegue valori morali superiori dettati dal governo, goda di diritti superiori alla parte meno virtuosa che invece vi si oppone.

L’unico modo per rompere l’incantesimo del framing è uno shock. Wer nicht hören will, muss leiden è un modo di dire tedesco che significa chi non vuole capire deve soffrire. Chi non vuole uscire dal sortilegio del framing con le sue forze lo farà solo se costretto dalle circostanze, da un atto di forza, da una catastrofe o da tutte e tre le cose insieme. Tenuto conto che sul tema vaccini in Europa il 70% dei cittadini si è fatto framizzare il cervello senza opporre resistenza (l’Italia guida con la cifra bulgara di 90%), le prospettive sono quantomeno cupe. Però se è vero che chi si oppone al regime sanitario, e a quello guerrafondaio che vi si è sovrapposto, è una minoranza, bisogna considerare che i framizzati che sostengono il regime sono sì una maggioranza ma totalmente passiva.

Seguono le linee guida governative lasciandosi condurre docilmente nella stalla dal buon pastore e farebbero lo stesso anche se all’ultimo momento il pastore, invece di imboccare la strada dell’ovile, prendesse quella per il macello. Il vero showdown, quindi, non è con loro ma con il “buon pastore”. E qui non rimane molta scelta; ciò che è da fare non è tanto protestare o lamentarsi quanto disubbidire e trovare un modo, o più modi, per porre fine a questo stato di cose e liberarsi del buon pastore (non in senso fisico, ma in senso immaginifico: togliergli il mantello che i media gli hanno messo addosso) prima che imbocchi la via del macello.

/ 5
Grazie per aver votato!