Molti più di quanto si immagini. Passati alla Storia come criminali, terroristi e assassini in realtà erano amatissimi dai propri popoli che sotto il loro governo videro pace, sicurezza e prosperità. Ecco i più famosi:

Juan Domingo Perón, presidente dell’Argentina(1946–1955).
Fortemente criticato per aver dato asilo a noti gerarchi nazisti, popolarissimo ma controverso, Perón é tutt’oggi un leader molto divisivo in Argentina. Considerato dai suoi detrattori un criminale e un dittatore, viene visto invece da molti suoi sostenitori come un patriota ed un eroe, persino un martire, vittima delle ingiustizie e delle rappresaglie dell’oligarchia. Tema centrale della sua politica fu infatti la costante lotta contro l’oligarchia capitalista e filo-americana, avida e gelosa delle proprie terre, in favore di una maggiore giustizia economica e sociale a nome dei descamisados, i contadini, i braccianti che sono la base del popolo e del regime peronista. Un’alleanza, quella tra i descamisados e Perón, favorita anche dalla presenza della bellissima e amatissima moglie del General, la celeberrima Evita, che lotta instancabilmente per i diritti delle donne, dei malati, dei poveri e degli emarginati contribuendo notevolmente al successo del regime. Un regime che però ha tante luci ma anche tante ombre come la repressione del dissenso e l’ostentazione del lusso fatta dai due coniugi di fronte a una popolazione sempre più povera e in miseria. Con la scomparsa di Evita il regime cambia volto e si radicalizza abbandonando quel tratto socialisteggiante e assumendo sempre più connotazioni reazionarie e conservatrici. Insomma, la figura di Perón si divide tra chi lo considera un paladino dei poveri e chi invece un abile opportunista…

Josip Broz Tito, presidente della Jugoslavia(1953–1980).

Criminale, dittatore, responsabile delle Foibe e artefice di uno dei regimi più spietati e sanguinari della Storia, il Maresciallo Tito era amatissimo in Jugoslavia, considerato quasi un’icona del suo Paese. La politica di Tito, fortemente socialista e orientata al cosmopolitismo e alla fratellanza, aveva unito un Paese precedentemente lacerato e diviso appianando le disuguaglianze economiche e sociali e garantendo a ciascun cittadino jugoslavo uno status internazionale e un benessere se non altissimo quantomeno medio-alto. La Jugoslavia fu, sotto il governo di Tito, un Paese prospero e illuminato. Dopo di lui, il diluvio…

Nikita Kruscev, segretario generale dell’URSS(1953–1964).

Come con Tito, anche Kruscev é un leader profondamente ambiguo e controverso, ancora divisivo in URSS come in Occidente a distanza di quasi 70 anni. Stimato per le sue politiche moderne e l’apertura all’Occidente, é tuttavia fortemente criticato per la violenta repressione dell’insurrezione ungherese, in realtà più voluta dalla cerchia conservatrice del partito che da Kruscev stesso. Considerato un dittatore spietato e sanguinario al pari di Stalin, gli va tuttavia riconosciuto il merito di aver denunciato i crimini del suo predecessore mettendo fine alle purghe e alle repressioni e aprendo la Russia alla strada del progresso e della modernità. Inoltre, la sua apertura verso l’Occidente, testimoniata dalla disponibilità al dialogo e al confronto col presidente americano Kennedy, ha contribuito ad evitare una guerra nucleare allentando i rapporti tesissimi tra le due superpotenze e aprendo l’era della distensione nella Guerra Fredda. Decisioni che però gli valsero le antipatie per non dire nette ostilità del suo partito e che gli costarono la dirigenza e per poco anche la vita. Un leader ancora divisivo ma fin troppo a lungo sottovalutato e disprezzato a mio parere…

Gamal Abdel Nasser, presidente dell’Egitto(1956–1970).

Altro leader profondamente ambiguo e controverso, assieme a Tito é probabilmente uno dei dittatori più contradditori e divisivi della Storia. Fortemente criticato per i suoi metodi autoritari e la spietata repressione del dissenso, in Egitto é tutt’oggi considerato come un Padre della Patria, fiero nemico del capitalismo e dell’imperialismo occidentale, l’uomo che ha saputo ridare la sovranità e l’indipendenza al Paese dopo secoli di colonialismo e sfruttamento straniero. Amatissimo dagli egiziani, Nasser é noto per la sua ferrea politica di opposizione al colonialismo britannico che vide il proprio culmine con la nazionalizzazione del Canale di Suez(1956), vero e proprio spartiacque nella storia dell’Egitto indipendente. Esponente del socialismo arabo, l’Egitto di Nasser fu uno degli Stati più moderni e avanzati dell’epoca e membro del Movimento dei Non Allineati assieme alla Jugoslavia di Tito e all’India di Nehru.

Fidel Castro, presidente di Cuba(1959–2008).

Considerato un criminale dalla maggior parte del mondo occidentale, artefice anch’egli di uno dei regimi più spietati e sanguinari della Storia, a Cuba Castro é invece considerato come un eroe che ha liberato la propria Patria dalla dittatura e dall’oppressione. Rivoluzionario e guerrigliero comunista, Castro partì assieme all’amico Ernesto Che Guevara alla volta di Cuba per abbattere il corrotto e spietato regime di Fulgencio Batista, politicamente sostenuto dagli Stati Uniti. Diventato leader di Cuba, Castro promosse una politica di stampo socialista appianando le disuguaglianze economiche e sociali e promuovendo tutta una serie di riforme a favore della nazionalizzazione e del benessere dei cittadini. Tuttavia, la sua spietata repressione dei dissidenti e la sua politica fortemente anti-americana non gli valsero le simpatie degli Stati Uniti che cercarono più volte di rovesciare il suo governo invano. Ancora oggi Castro é esaltato e demonizzato allo stesso tempo, a seconda dei punti di vista e delle idee politiche di chi lo analizza…

Mu’ammar Gheddafi, presidente della Libia(1969–2011).

Più temuto che rispettato, Gheddafi é universalmente noto come uno dei peggiori dittatori e criminali della Storia. Tanti i suoi crimini, tante le sue atrocità, tante le sue manie sessuali. Tuttavia, Gheddafi ebbe anche dei meriti e confrontando lo stato della Libia attuale con quello della Libia durante il suo governo é impossibile non riconoscerli. Prima di Gheddafi, la Libia era un Paese corrotto, dispotico, autoritario e diviso. Con la sua ascesa nel 1969, la Libia divenne un Paese ricco, moderno, alfabetizzato e all’avanguardia nell’Africa del tempo. Gheddafi era un dittatore ma sapeva come gestire e unire il suo Paese. Sotto il suo governo la Libia raggiunse livelli di alfabetizzazione, pace e prosperità mai visti prima diventando una potenza di primo piano nel Mediterraneo, grazie anche allo sfruttamento del petrolio e agli accordi commerciali con l’Italia. Gheddafi diede alla Libia un ruolo e una prosperità che non aveva mai avuto prima intrattenendo solidi rapporti d’affari con le grandi potenze occidentali, le stesse che poi lo tradirono favorendo la sua caduta. Quando pensate che Gheddafi era un dittatore, pensate a cosa era la Libia prima e a cosa é adesso. Francesi e americani non sono andati in Libia ad esportare la democrazia ma hanno ammazzato Gheddafi per far sprofondare il Paese nell’anarchia e nel caos. Tutt’oggi moltissimi libici rimpiangono l’era di Gheddafi come un’epoca d’oro della Libia quando la Libia era un Paese sicuro, rispettato e potente…

Dulcis in fundo voglio finire con un dittatore che mi sta molto simpatico, troppo spesso sconosciuto e sottovalutato. Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso(1983–1987). Sankara é probabilmente il migliore di tutti i dittatori finora citati, il modello del dittatore buono che pensa prima agli interessi del del suo Paese che ai suoi. In tutto ciò che fece, dall’inizio alla fine del suo mandato, fu guidato da un unico ideale: servire il suo Paese. Nemico della corruzione e dell’imperialismo, Sankara criticò duramente le potenze occidentali che cercavano di asservire il suo Paese e il suo continente per sfruttarne egoisticamente le risorse. Paradossalmente, esattamente come Gheddafi, Sankara promosse l’alfabetizzazione, costruì scuole, case ed ospedali, lottò contro la corruzione e l’AIDS, cercò in ogni modo di favorire il benessere del suo popolo e dei suoi cittadini. Ma, come sempre accade nella Storia, anche Sankara fu tradito e ucciso dal suo migliore amico, Blaise Compaoré, appoggiato e finanziato dai poteri forti che non volevano che il Burkina Faso diventasse un Paese veramente indipendente. Sankara, con le sue idee e i suoi programmi, minacciava i loro interessi ma soprattutto gli interessi delle multinazionali francesi e americane e questo l’Occidente non poteva permetterlo. Sankara era un santo, un eroe, un martire…

Fonte: https://it.quora.com/Quali-dittatori-hanno-fatto-davvero-del-bene-per-il-loro-popolo/answer/Giorgi-Atanasov-3

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