Li vedi, malgrado il caldo di questi giorni circolare con la mascherina, guidare con la mascherina da soli in auto: è da ritenersi una vera e propria patologia psichiatrica, un mix di ipocondria, abitudine e ansia. Ma sono anche tante le foto in cui si vedono VIP senza mascherina circondati da plebei con la mascherina, un chiaro segno di sottomissione, una sorta di museruola che il cane deve portare e il padrone no, anche se nella maggior parte dei casi sarebbe meglio che i ruoli si invertano, visto che la favella di cotesti VIP è puro suono senza pensiero a monte.

La narrazione mediatica della pandemia COVID ha terrorizzato gran parte della popolazione, spingendola a osservare in modo pedissequo le misure di presunta mitigazione del contagio. Tra queste misure, la mascherina, sebbene di dubbia utilità come dispositivo di protezione, è stata, ed è tuttora, molto utilizzata. Chi la indossa, non solo si sente più sicuro, ma invia anche un messaggio volto a preservare la propria immagine sociale.

Non a caso il ministro Bianchi, commentando il permanere dell’obbligo di mascherina nelle scuole,ha parlato di “misura educativa, più che sanitaria” .(fate attenzione alle parole, che indicano la mentalità di chi le pronuncia)

L’abitudine è un comportamento ripetuto così spesso da diventare quasi automaticoLe abitudini “partono in sordina”, sono difficili da controllare e, come sappiamo tutti, resistono al cambiamento. In questi ultimi mesi, l’abitudine a indossare la mascherina si sta rivelando particolarmente resistente e le cause vanno ricercate nei suoi diversi “effetti” sulla persona.

Il primo effetto è quello di rassicurazione; chi, complici i media, ha una radicata credenza nella pericolosità del COVID, prova ansia a togliere la mascherina perché teme il contagio e la morte; indossare la mascherina, pur non garantendo la prevenzione del contagio, gli offre, tuttavia, un temporaneo sollievo dall’ansia. In altre parole, è la riduzione dell’ansia, e non del reale rischio di ammalarsi, che mantiene nel tempo l’abitudine di portare la mascherina, e tale abitudine, a sua volta, impedisce la revisione delle credenze sulla pericolosità del covid, perpetuando il problema. Si capisce, dunque, che tanto più si alimenta la paura del covid nella popolazione, ad esempio tramite i media, tanto più a lungo questo fenomeno durerà.

Draghi può, voi ed i vostri figli no.

Un altra causa del persistente uso della mascherina ha a che fare con la “regolazione” dell’autostima. Ostinarsi a portare la mascherina con esasperato civismo, infatti, ostenta l’appartenenza ai “buoni cittadini”, con conseguente disprezzo e risentimento verso chi, pur rispettando la legge, ha deciso di toglierla. Ciò è particolarmente accentuato nelle persone che “compensano” una bassa autostima mediante l’adesione conformistica al mainstream.

Jovanotti può, voi no.

Gli psicologi dovrebbero contribuire al superamento di questa abitudine nociva per la salute fisica, oltre che mentale, ad esempio per l’esposizione cronica ai materiali sintetici delle mascherine, alla CO2 e ai microorganismi che vi si accumulano. Purtroppo, non si vedono iniziative in tal senso.

Morandi può, voi no.

Ma la mascherina è diventata, come detto, simbolo distintivo di subalternità al potente di turno, che ben si guarda da indossarla, un ossequio degno di un barboncino al proprio padrone, un ammettere la propria inferiorità sociale.

Potrei inserire decine e decine di foto, ma spero che queste siano sufficienti a farvi comprendere il concetto.

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