Il clima

L’influenza del Mediterraneo nell’Italia fa si che si presenti una varietà di climi e di ambienti. I fattori che condizionano maggiormente il clima sono ; l’altitudine e la vicinanza del mare. Anche i venti hanno una particolare influenza.

E’ possibile suddividere il territorio italiano in diverse zone climatiche:

  • Nella regione alpina il clima varia a seconda dell’altitudine, al di sopra dei 1000 metri le temperature medie sono basse ; la piovosità eè diffusa in autunno e primavera, con temporali estivi e inverni con precipitazioni nevose.
  • Nelle aree vicine ai grandi laghi prealpini a metà strada tra Alpi e Pianura Padana il clima è di tipo Mediterraneo.
  • La regione Padana presenta un clima di tipo continentale con forti escursioni termiche annuali. Inverni rigidi e nebbiosi ed estati calde e afose.
  • Anche la regione appenninica ha un clima continentale ma solo nelle regioni più interne. Inoltre il clima tende a diventare più mite procedendo verso sud. Le precipitazioni sono più abbondanti sul versante tirrenico. La fascia che comprende la costa ligure e il litorale tirrenico presenta un clima Mediterraneo.
  • Nella regione adriatica dal litorale veneto al Gargano il clima è condizionato da venti gelidi. Gli inverni sono freddi e le estati più calde e secche. L’estate è lunga e l’inverno breve e mite.

I Paesaggi

L’Italia ha la maggiore superficie coltivata fra gli stati dell’Europa di circa 13 mila ettari. Una superficie però in costante diminuzione, visto che negli anni ’30 dello scorso secolo gli ettari erano oltre 26 mila, quasi il doppio, e che appaiono oggi distribuiti per il 45% in montagna, per il 23% in collina e per il 32% in pianura.
Il paesaggio italiano negli ultimi 150 anni ha subito molte trasformazioni che hanno modificato tutte le sue caratteristiche. Dopo una iniziale riduzione, dal 1920 ad oggi, l’estensione dei boschi italiani è quasi raddoppiata, mentre nello stesso periodo è stata persa circa la metà dei terreni coltivati. L’aumento del bosco è avvenuto soprattutto nelle regioni di montagna e collina, dove si trovavano il 68% dei terreni coltivati, con ben il 45% in montagna e si accompagna quindi ad un aumento delle specie vegetali a carattere forestale, associate ai sistemi naturali o seminaturali.

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