La National Gallery di Londra ha cambiato il titolo di un’opera di Edgar Degas: le “Ballerine russe” in “Ballerine ucraine”. Ma non sarebbe una decisione dovuta all’ondata del politically correct che sta attraversando l’Europa: ci sarebbero basi solide. La questione è semmai scientifica: favorire l’accuratezza o il titolo storicizzato?

“Le ballerine sono il soggetto per cui è famoso il pittore francese Edgar Degas e a cui egli si dedicò a partire dagli anni Settanta del XIX secolo fino alla morte, avvenuta nel 1917 (fate attenzione alle date…)

La passione di Degas per le ballerine non coincideva con una passione dell’artista per la danza. All’epoca, i dipinti raffiguranti giovani danzatrici andavano di moda e, quindi, erano più facili da vendere. I collezionisti del tempo « volevano soltanto ballerine », riporta il mercante d’arte Paul Durand-Ruel, e Degas, che ne era consapevole, vi si dedicò per ovviare al crollo finanziario subìto dalla sua famiglia in seguito alla morte del padre, sopraggiunta nel 1874.”

Ma andiamo al dunque “Le Ballerine rappresentate sono russe o ucraine”
Stando a quanto deciso dalla National Gallery di Londra che ha cambiato il titolo di un pastello di Egdar Degas (Parigi, 1834 – 1917): le Ballerine russe, opera eseguita attorno al 1899 che peraltro non fa parte di quelle esposte al pubblico, facendolo diventare Ballerine ucraine sulla scorta degli eventi che si stanno verificando in Ucraina (…e già questo la dice lunga sul fatto che non sarebbe una decisione political correct). Il perché di questa scelta che ha fatto  molto discutere è stato spiegato al Guardian da un portavoce del museo di cui non viene fornito il nome (…altro particolare da tenere in considerazione…): “Il titolo di questo dipinto”, ha spiegato l’addetto della National Gallery, “è stato discusso per molti anni ed è stato trattato nella letteratura accademica; tuttavia c’è stata una maggiore attenzione su di esso nell’ultimo mese a causa della situazione attuale, quindi abbiamo ritenuto che fosse un momento appropriato per aggiornare il titolo del dipinto per riflettere meglio il soggetto del dipinto”.

Ora tralasciando tutte le spiegazioni, più o meno valide, che comunque restano sempre nel campo delle ipotesi perché nulla viene provato dagli esperti che le confutano e  che potrete leggere cliccando qui, sono da sottolineare due semplici fatti, tra l’altro presenti nella conclusione del post che vi ho indicato:

  • il Metropolitan Museum di New York che conserva altri due pastelli della serie e non ha cambiato i titoli (che rimangono Russian dancers e Russian dancer) l’istituto americano si limita a riportare il parere di David Bomford, che in un catalogo di una mostra su Degas tenutasi alla National Gallery di Londra nel 2004 affermò che le ballerine della serie “sono probabilmente ucraine o slave”, e quello di Lisa Bixenstine che “specifica che le ballerine erano ucraine”, ma…
  • a spiegare tuttavia l’equivoco sul titolo era stata, sul sito del Getty Museum nel 2016, la storica dell’arte Alessandra Nardi: “nonostante l’unicità della cultura ucraina, le ballerine venivano chiamate generalmente ’ballerine russe’ perché la maggior parte dell’Ucraina all’epoca faceva parte dell’impero russo.

Quale aggettivo sarebbe corretto utilizzare, quindi, oggi? Quello riferito alla situazione geo-politica odierna o, più correttamente secondo il mio personale parere, a quella del periodo in cui ha vissuto l’autore?
Ed ancora come si può definire questo intervento del museo in oggetto: si tratterebbe di revisionismo storico, politically correct o geo-politica futuristica (dal momento che, durante l’esistenza dell’autore, l’Ucraina era parte della Russia)?

Lascio a voi ogni considerazione e se volete lasciatela pure nei commenti!

Grazie – Valerio Villari

 

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