La cosa più scaltra che ha fatto il sistema, è convincere l’opinione pubblica che chi crede ai complotti e non si fida della versione ufficiale è un credulone, un ignorante, ecc.

La seconda cosa più astuta che ha fatto, è convincere l’opinione pubblica che chi si beve qualunque menzogna del main stream, chi non adotta il ragionamento critico, chi ragiona per partito preso, chi si omologa al pensiero dominante, chi si conforma al prototipo di individuo medio, è più intelligente di quelli che non lo fanno.

Nel 16° secolo gli spagnoli sconfissero l’Impero azteco e lo colonizzarono. Gli aztechi più valorosi e più colti mal digerivano la dominazione spagnola e non accettavano di abbandonare la propria cultura e le proprie usanze. Di conseguenza, gli aztechi più ignoranti, prostrandosi e modellandosi alla volontà degli invasori, si inserirono a loro discapito nella nuova società, anche se relegati al ruolo di schiavi o svolgendo i lavori più umili.


Anche oggi le persone più meritevoli e valide che non si inchinano al sistema, vengono escluse e derise, agevolando quelle più servili e manipolabili. Questo fenomeno lo vediamo ancor più chiaramente in politica.

Analogamente ad allora, non sono le doti positive ad elevare gli individui, ma quelle negative. Una società che ragiona così è destinata al declino, come è accaduto a quella azteca e come stiamo vedendo attualmente con la nostra.

Le teorie del complotto, al netto delle “false flag” che sono atte a confondere le masse, sono popolari perché vengono valutate coscientemente da chi ha mantenuto possesso del pensiero critico e perché vengono ridicolizzate dagli altri, quelli che, come fecero gli aztechi meno capaci, fanno leva sul proprio servilismo e mancanza di intuito per cercare di svettare sugli altri.

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