Ogni 15 secondi un lavoratore muore sul lavoro a causa di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale. Ogni 15 secondi, 153 lavoratori hanno un infortunio sul lavoro.

Il presidio dei sindacati di base contro le morti sul lavoro dopo la tragedia di via Genova davanti all’Ispettorato del Lavoro, Torino, 20 dicembre 2021. ANSA/JESSICA PASQUALON

Si stima che ogni giorno, 6.300 persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro o malattie professionali — causando più di 2,3 milioni di morti all’anno. Gli incidenti che si verificano annualmente sul posto di lavoro sono 317 milioni, molti dei quali portano ad assenze prolungate dal lavoro per malattia.  Il costo umano di queste tragedie quotidiane è enorme e l’onere economico causato dalle scarse pratiche di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro è stimato essere ogni anno nel 4 per cento del prodotto interno lordo mondiale.

Fonte: https://www.ilo.org/rome/approfondimenti/WCMS_579541/lang–it/index.htm

E’ stata pubblicata la relazione di 400 pagine della Commissione presieduta dal senatore Gianclaudio Bressa. Sotto accusa il nuovo caporalato, caratterizzato da un datore di lavoro evanescente, cooperative “spurie” o multinazionali che massimizzano il profitto, affidando la gestione dei lavoratori a un algoritmo che punta solo a ridurre i costi.

ROMA – Oltre ad avere un costo umano altissimo, gli infortuni sul lavoro inghiottono anche dal 3 al 6 percento del Pil. E’ la conclusione alla quale è arrivata la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, istituita nel maggio 2021 e presieduta dal senatore Gianclaudio Bressa. “A livello mondiale gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali costano nel 2019 circa 3.050 miliardi di euro, quasi il 4% del Prodotto interno lordo (Pil) e a livello europeo circa 460 miliardi, oltre il 3,3 % del Pil”, si legge nella relazione. Per quanto riguarda in particolare l’Italia, secondo stime dell’Inail il danno economico causato da infortuni e malattie professionali sia risultato, nel 2007, pari a quasi 48 miliardi di euro, ovvero più del 3% del Pil.

Fonte: https://www.repubblica.it/economia/2022/04/21/news/commissione_bressa-346328111

Ma preoccupiamoci dei vaccini. Dei valori di RT e di quelle decine di letti occupati nelle terapie intensive (da soggetti vaccinati contro il Covid, che hanno preso il Covid….) o di quelle decine di morti al giorno che sconvolgono le menti mono-neuronali del cittadino medio. Dopotutto, in questo momento abbiamo la guerra (chissà perché se ne accorgono tutti solamente adesso; ci sono guerre nel mondo da sempre), cosa cavolo può fregarcene dei lavoratori morti, ogni giorno centinaia, nel nostro paese, eh? 

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